Il nostro Luna Park

/ / Brani tratti dai miei libri

Ieri sera, mentre passeggiavo con Luna lungo la strada nel bosco, pensavo che quello è per noi un posto magico, incantato, al punto che potrei paragonarlo a un Luna Park (anche il gioco di parole è perfetto: Luna – Luna Park).

L’idea mi è venuta da quello che ho soprannominato il “tunnel dei pipistrelli”, ossia un passaggio tra gli alberi dove i pipistrelli fanno la gimcana tra noi (o noi tra loro) e ci schiviamo a vicenda come in una danza tribale. Mi dà sempre i brividi camminare tra i pipistrelli nella semioscurità, ascoltando le loro voci mentre cerco di abbassarmi o scattare a destra e sinistra a seconda dei loro movimenti. Da bambina mi hanno terrorizzata raccontandomi che se entra in casa un pipistrello e ti si attacca ai capelli, poi li devi tagliare cortissimi. Quindi il mio primo istinto quando vedo un pipistrello è sempre quello di chinarmi e urlare. Per fortuna, rendendomi conto che si tratta di un timore infondato, a forza di vederli ogni sera sto imparando a non temerli e, anzi, sono sempre più incuriosita da queste creature meravigliose temute quasi da tutti.

Ma partiamo dall’inizio, perché il tunnel è quasi alla fine del giro. Prima percorriamo la “vallata delle volpi e dei cinghiali”: una distesa verde infinita che termina nel fitto del bosco. Questa distesa è attraversata da una carraia lungo la quale qualche giorno fa abbiamo incontrato una volpe enorme che si è fermata in vari punti per osservarci da lontano, prima di allontanarsi di corsa perché Luna l’aveva vista e aveva deciso di inseguirla (vano tentativo…). Sempre in quel punto abbiamo incontrato per due volte i cinghiali e ieri sera, al ritorno dal giro, un’ombra scura mi ha fatto credere che ci fossero ancora una volta, ma per fortuna mi sbagliavo, perché sarebbero stati davvero vicini…

Poi c’è il “colle dei caprioli”: un’altura bellissima e verdissima, dove i caprioli, all’imbrunire, sono sempre di passaggio per raggiungere il torrente e andare a dissetarsi. In cima al colle c’è un albero solitario che abbiamo soprannominato “l’albero di Luna”: ci fermiamo spesso lì ad ammirare il paesaggio e il cielo blu. Vi regna la pace più assoluta e ci si potrebbe stendere ad ammirare le stelle, sentendosi in Paradiso.

Arriviamo così al “ponte delle fate”, sotto al quale scorre l’acqua fresca del torrente, dove si ha l’impressione di entrare in un regno incantato abitato da fate e folletti. Lì, la temperatura scende di qualche grado e immancabile arriva la pelle d’oca sia per il fresco sia per la maggiore oscurità. Ma se si ha l’ardire di attraversare quel tratto di bosco si può trovare il refrigerio delle sue acque, cosa che Luna fa puntualmente, saltellando come una capretta da una pietra all’altra. Io, nella mia goffaggine, seguo il tratto più lineare e, con i miei tempi, mi inoltro anch’io nel verde scuro e tenebroso degli abeti per sfiorare l’acqua che scorre rapida tra i sassi.

La tappa successiva è l’“altura delle martore” (e delle zanzare, ahimè), un altro punto di osservazione magnifico sulla vallata circostante, da cui capita di veder partire le martore sempre alla ricerca di acqua verso il torrente sottostante.

Proprio ieri sera ho scoperto una nuova “attrazione”, ben nascosta nel buio e nel fitto del bosco: la “casa dei fantasmi”! Superato il ponte, salendo lungo il torrente, si arriva a una casa diroccata ricoperta di liane e piante rampicanti che, nella semi-oscurità della sera, e con gli uccelli notturni a fare da sottofondo, incute un certo timore. Bisogna quindi farsi coraggio e vincere la paura atavica che sopraggiunge quando si è da soli in posti che non si conoscono per soddisfare la curiosità di vedere cosa c’è in realtà.

Questo mi ha fatto riflettere su un concetto che spesso ci sfugge quando ci preoccupiamo di passeggiare al buio con i nostri amici cani. A ben pensarci, infatti, considerando che il nostro senso più sviluppato e al quale ci affidiamo maggiormente è la vista, mentre udito e olfatto in noi lasciano molto a desiderare, dovremmo preoccuparci molto più per noi che per i nostri amici: loro, al buio o nella penombra, possono contare su udito e olfatto che sono i loro sensi più sviluppati e venire in nostro soccorso in caso di necessità. Quindi, a volte, sarebbe davvero opportuno invertire la prospettiva e vedere il mondo dal loro punto di vista per diventare più obiettivi e credibili. Affidiamoci a loro così come loro si affidano a noi, il rapporto non può che uscirne rafforzato grazie alla fiducia reciproca.

Il bello di questo Luna Park sui generis è che è tutto naturale: non vi è nulla di artificiale, di costruito, tutte le presenze sono creature della Natura che popolano quei luoghi in totale libertà e tranquillità. Sei tu l’ospite, e se rispetti ciò che ti circonda, se ti metti in ascolto del respiro della Natura, del suo ritmo, delle sue abitudini, puoi vivere un’esperienza unica di immersione in un mondo incantato, il tutto a costo zero, senza stress, senza file. Per me è un’esperienza magnifica da condividere con Luna. Chissà se potrebbe piacere anche ad altri…

Tratto da: Luna va in montagna