Riflessioni sui bambini che ho salvato

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Questo articolo è diverso dagli altri, non parla di animali, non parla di cani né di gatti… ma parla di bambini mai nati.

Sono Lunàdiga*, lo sono sempre stata, tranne una piccola parentesi della mia vita in cui ho creduto di volere un figlio.

Questa mattina, non so come, ho pensato ai bambini che ho salvato non mettendoli al mondo. Sono una persona complessa e complicata, con un passato un po’ tortuoso, e ho sempre ritenuto che la scelta migliore per me e per chi poteva venire al mondo fosse di non far nascere nessuno. Essere genitori oggi è davvero molto difficile, credo ben più difficile di quando ero piccola io, troppi stimoli, troppa tecnologia, troppi impegni… Io giocavo con la terra e con le foglie, correvo per strada e andavo a scuola da sola. Ora è tutto molto più complicato e pericoloso, o forse siamo noi che lo vediamo in questo modo. In ogni caso, non mi sono mai sentita pronta e adatta a occuparmi di una nuova vita, ero già troppo impegnata a seguire me stessa.

In realtà mi sono occupata di molte vite, già adulte, e quando finalmente ho potuto pensare soltanto a me stessa ero in quella fase in cui di solito le donne sentono l’orologio biologico squillare senza sosta. Ecco, io quell’orologio devo averlo messo a tacere in una fase molto precoce della mia vita.

Ritengo sia molto saggio essere onesti con se stessi, ammettere i propri limiti e le proprie mancanze, e non cercare di colmare vuoti o risolvere problemi personali o di coppia mettendo al mondo creature innocenti che, in un modo o nell’altro, ne pagherebbero lo scotto. Non mi sono goduta l’infanzia e nemmeno l’adolescenza, cosa potevo offrire a una creatura sulla quale avrei riversato ansie, frustrazioni, carenze di affetto e, soprattutto, un senso di abbandono che ancora non mi lascia, nonostante i miei 46 anni?

Con gli animali che sono entrati nella mia vita, e che considero a tutti gli effetti membri della mia famiglia, ho commesso errori e probabilmente ne commetterò ancora. Faccio fatica a far pace con quegli errori e non mi sarei mai perdonata di averne commessi con un(a) figlio/a.

Forse sono una codarda, forse sono troppo riflessiva, o forse, semplicemente, non sono nata per far nascere altre vite e credo davvero di aver salvato i bambini che, in tutta onestà e coerenza con me stessa, non ho dato alla luce in questo mondo. Sono felice per chi ci riesce, amo i bambini, scrivo spesso storie pensando a loro, ma ritengo che non siamo tutti nati per essere genitori.

 

*Lunàdigas è un termine della lingua sarda usata dai pastori per definire le pecore che in certe stagioni non si riproducono. Per maggiori informazioni: www.lunadigas.com