Pianetino

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Di che pianeta sei? Lu-Ki-Stella!

Qualcuno dice che sembro una gnoma, qualcun altro una fatina del bosco. Io mi sento un mix di entrambe, ma forse più gnoma, soprattutto per come mi vesto (a volte potrei quasi assomigliare a un Puffo). Aggiungerei però anche un pizzico di Heidi, per le guanciotte spesso rosse e paffute (credo sia l’unica parte del mio corpo paffuta, almeno dopo i 3 anni d’età) e l’amore per la montagna.

Solitamente sono molto concreta e con i piedi ben piantati per terra, ma ultimamente mi capita spesso di astrarmi e proiettarmi in un’altra dimensione. Dicono che salgo sul mio pianetino e da lì pianetinoosservo la vita che (mi) scorre sotto. Questa immagine mi rappresenta molto forse perché mi fa pensare al Piccolo Principe, un libro che adoro e che consiglio a tutti, adulti e bambini, perché a ogni età se ne può cogliere una sfaccettatura diversa e lo si può leggere con maggiore o minore profondità. Comunque, come lui, certi giorni mi sento orbitare fuori da questo mondo e non sempre è facile tornare sulla Terra.

Lui aveva la volpe, io ho Luna, che mi segue anche sul mio piccolo pianeta che chiamerò “Lu-Ki-Stella”. Quando siamo sul pianetino Luna mi guarda un po’ di traverso cercando di leggere nei miei occhi ciò che mi passa per la testa, poi si rimette ad annusare facendomi capire che è meglio dedicarsi a un’attività reale che mi permetta di distrarmi.

Saggia, la mia Luna, proprio come la volpe del libro di Saint-Exupéry.

Mi ha sempre colpita questa frase, che ho letto in italiano e francese per cercare di coglierne tutte le sfumature:

I grandi non capiscono mai niente da soli ed è stancante, per i bambini, dar loro continuamente spiegazioni…”.

Ed è esattamente con l’animo curioso e spensierato di un bambino che cerco di vivere questa nuova vita e di sentire – spesso chiudendo gli occhi o togliendomi gli occhiali – tutto ciò che mi scorre intorno. Il che si riallaccia ad un’altra frase che adoro e che anche chi non ha letto il libro almeno una volta nella vita avrà sentito:

Ecco il mio segreto. È molto semplice: Non si vede bene che con il cuore. L’essenziale è invisibile agli occhi”.

E voi, lo avete un piccolo pianeta in cui rifugiarvi per riflettere, meditare, rimuginare e, a volte, anche piangere e disperarvi, per poi tornare più sorridenti di prima e con una maggiore consapevolezza di chi siete e cosa volete (o non volete)? Pensate mai a quale nome potrebbe avere e a quale forma vorreste dargli se vi chiedessero di disegnarlo?

Il nome del mio deriva da Luna (la mia amata pelosa), Kia (il nome con cui mi chiamano quasi tutti) e Stella, perché adoro guardare le stelle che brillano nel cielo. È piccino piccino e in un’ora lo posso percorrere tutto, è sferico, ma molto molto particolare, perché anche dopo averlo percorso per intero… non torno mai allo stesso punto di partenza, c’è sempre qualcosa di diverso, di magico che mi fa dire: wow, i miei passi lo hanno modificato e lui, mentre camminavo, ha modificato me.

In questo momento sono sulla Terra ma lo vedo brillare nel cielo e mi fa l’occhiolino, perché proprio ieri sono andata a trovarlo e mi ha fatto gli auguri per il nuovo anno che mi accompagna e mi rende un po’ più grande.